Teams: Microsoft evita la multa della UE

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Sono passati oltre due anni da quando in questo blog abbiamo parlato dei problemi nei quali era incappata Microsoft riguardo alla distribuzione di uno dei prodotti che, anche durante la pandemia, avevano acquisito maggior centralità ed importanza. Il prodotto, come si evince dal titolo, è Microsoft Teams, da sempre unito alle suite Office 365, rinominato poi Microsoft 365 ed ora diventato Microsoft 365 Copilot. A partire dal 2020, diverse società estere avevano avanzato alcune critiche e polemiche riguardo alle pratiche concorrenziali sleali legate a Teams, che veniva fornito all’interno della suite facendo sì che si diffondesse quasi in modo obbligatorio ed automatico a scapito di altre soluzioni presenti sul mercato.

Il tutto cominciò, appunto, nel 2020, quando Slack denunciò all’antitrust la pratica di Microsoft, ritenuta scorretta poiché andava a scapito della concorrenza, una lamentela che iniziava però da molto lontano, ovvero al momento stesso del lancio di Teams, avvenuto nel 2016 e schernito dall’azienda di proprietà di Salesforce poiché considerata peggiore della loro soluzione. Ciononostante, dopo pochi anni gli utenti di Teams erano letteralmente lievitati, questo perché come sappiamo la piattaforma era integrata in Office 365 e quindi veniva attivata ad ogni nuova sottoscrizione dell’intera suite. Questo ha fatto entrare in gioco l’authority del mercato UE, che già diversi anni prima aveva punito Microsoft con un’aspra multa dopo che venne denunciata l’illegittimità dell’installazione forzata di Internet Explorer sui suoi sistemi a scapito di altri browser.

Ripartendo da quella che era l’ultima notizia sul tema Teams, datata 2023, possiamo vedere che l’intenzione di Microsoft era quella di slegare completamente Teams dalla suite per evitare un’altra multa salata della Unione Europea, ma non c’erano più stati aggiornamenti in merito fino al settembre 2025. Sembra infatti che sia stato finalmente raggiunto un accordo in modo da provare a garantire più concorrenza e una maggior possibilità di scelta da parte degli utenti. È importante precisare che queste misure sono state proposte alla commissione UE, che a sua volta, dopo trattative, le ha accettate e sono state quindi divulgate. Innanzitutto, Microsoft provvederà a staccare ufficialmente Teams dal pacchetto Microsoft 365 Copilot, per il quale verranno offerte alcune opzioni senza il noto programma di videocall ad un prezzo ribassato. Inoltre, tra Teams e tutti i suoi competitor dovrà essere garantita la possibilità di passare i dati e l’interoperabilità.

Queste misure, ovvero le pratiche commerciali di Microsoft, dovranno rimanere attivi per sette anni, mentre quelli più tecnici legati alla utilizzabilità e la portabilità, dovranno restare attivi per almeno dieci anni. A vigilare verrà inserita un’apposita commissione che dovrà anche effettuare eventuali attività di mediazione delle problematiche che potrebbero intercorrere tra le aziende concorrenti. Ovviamente, la UE ha anche fissato alcuni paletti in caso di mancata osservazione degli obblighi, che vanno dal 10% del fatturato annuo alle multe di tipo quotidiano di una cifra che corrisponda al 5% degli affari. Tramite questo accordo tra UE e Microsoft vengono chiuse due “partite” legali, ovvero quella aperta anni fa da Slack e quella di Alfaview, che non abbiamo mai visto da vicino ma che si basava sugli stessi problemi di fondo.

Se si ricorda anche l’articolo di questo blog sulla vicenda, pubblicato proprio nel 2023, è chiaro come la decisione di smarcare Teams fosse nata già allora, ma adesso è stata sicuramente tracciata una linea più netta. L’accordo raggiunto varrà ovviamente, sebbene si parta per adesso da un primo traguardo di sette anni, per tutti gli stati membri UE e per tutto il mercato europeo, ma per dimostrare una maggior voglia di collaborare, ma soprattutto per evitare nuove problematiche, Microsoft ha deciso di utilizzare lo stesso criterio su tutti i mercati del mondo. Se proprio si vuole avanzare una critica, questa decisione arriva solo adesso, a tre anni dalla fine “ufficiale” della pandemia ma soprattutto in un mondo nel quale nell’ultimo anno si è assistito ad un rientro graduale negli uffici. Sempre per avanzare una critica, la posizione di predominio assoluto di Teams avrebbe anche concesso a Microsoft la possibilità di perfezionare sempre di più il prodotto, rendendolo sicuramente non più identico a quello di altri competitor ma magari un po’ più avanzato.

 

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