
L’ingegneria sociale continua a evolversi affinando tecniche sempre più sofisticate per colpire i cittadini facendo leva sulla fiducia riposta nelle istituzioni pubbliche. Negli ultimi anni l’Italia è diventata un bersaglio prediletto per la criminalità informatica, arrivando a intercettare quasi il 9,6% degli incidenti cyber gravi a livello globale e registrando un’impennata di oltre il 75% negli attacchi basati su phishing e social engineering. Tra i vettori preferiti dagli attaccanti spiccano proprio i portali dell’amministrazione pubblica, sfruttati come specchietto per le allodole in virtù del volume elevato di utenti che naviga quotidianamente alla ricerca di informazioni su pratiche burocratiche, imposte o servizi essenziali per la vita quotidiana.
L’ultimo allarme lanciato dal CERT-AgID evidenzia una nuova ed estremamente insidiosa campagna malevola ai danni de Il Portale dell’Automobilista, la piattaforma ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti impiegata per consultare saldo punti, scadenze e pratiche dei veicoli. In questo scenario, gli attaccanti non si sono limitati a diffondere i classici link truffaldini tramite messaggi di posta elettronica o SMS, ma hanno registrato un dominio malevolo basato sulla tecnica del typosquatting con estensione .org al posto dell’originale dominio istituzionale. La struttura grafica del sito contraffatto riproduce fedelmente l’interfaccia originale, spingendosi persino a far puntare i menu di navigazione secondari verso il sito legittimo per ingannare e rassicurare il visitatore casuale.
Ciò che rende questo specifico attacco particolarmente allarmante e segna un salto qualitativo nella pericolosità della truffa è il posizionamento privilegiato nei risultati di ricerca di Google. Il portale fasullo è infatti riuscito a scalare le posizioni arrivando al secondo posto assoluto tra i risultati di ricerca, subito al di sotto del link del sito reale. Questo fenomeno mette a nudo l’efficacia del SEO poisoning, una strategia che sfrutta i meccanismi d’indicizzazione dei motori di ricerca per posizionare contenuti malevoli in cima alle ricerche di utenti che cercano attivamente un servizio fidato. Chiunque utilizzi Google come porta d’accesso rapida senza verificare minuziosamente l’URL rischia dunque di cadere nella trappola proprio perché abituato a considerare i primissimi risultati come intrinsecamente certi e garantiti.
L’esca malevola inserita nel sito finto riguarda nello specifico una fantomatica funzionalità di verifica delle patenti rilasciate in un determinato periodo storico (22-26 aprile 2021), un modulo studiato appositamente per estorcere informazioni personali critiche quali il codice fiscale, il numero della patente e la sua data di scadenza. Per non destare sospetti immediati nell’utente, dopo l’invio dei dati la pagina restituisce un innocuo messaggio di errore relativo a dati non trovati, mentre in realtà il pacchetto informativo è già stato esfiltrato ed è pronto per alimentare la compravendita nel mercato nero delle identità digitali o per impostare successive campagne malevole mirate.
Questa vicenda impone una profonda riflessione su come la fiducia cieca nei motori di ricerca possa trasformarsi in un punto di vulnerabilità sistemica per la sicurezza personale online. Per proteggersi da minacce di questo calibro è fondamentale adottare l’abitudine di verificare sempre la barra degli indirizzi del browser, ricordando che i siti della Pubblica Amministrazione italiana utilizzano ESCLUSIVAMENTE estensioni ufficiali .gov.it oppure .it e MAI domini con estensioni generiche come .org o .net. È bene diffidare da moduli che richiedono inaspettatamente l’inserimento di documenti di identità o codici personali, evitare di accedere a servizi sensibili cliccando sui risultati di ricerca generici preferendo invece il salvataggio di segnalibri sicuri o la digitazione diretta dell’URL, ed è indispensabile segnalare tempestivamente ai motori di ricerca e al CERT-AgID qualsiasi presenza sospetta per velocizzare l’oscuramento dei domini malevoli. In chiusura, a detta di CERT-AgID ha chiesto la chiusura del dominio al registrar presso il quale era stato sottoscritto aprendo anche una segnalazione a Google per rimuovere il falso portale dai risultati, oltre ad avvisare le autorità, ma c’è anche da dire che effettuando una banale ricerca del portale dell’automobilista sul noto motore di ricerca appare ancora il dominio .org “incriminato” ed è ancora ben funzionante.
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