IT-Wallet: tutte le novità in attesa di pubblicazione

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Come abbiamo più volte visto nel corso degli ultimi anni, specialmente parlando di SPID prima e di IT-Wallet poi, il percorso verso una piena digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana sta compiendo passi da gigante, trasformando radicalmente il modo in cui i cittadini interagiscono con le istituzioni e gestiscono la propria identità. Al centro di questa rivoluzione si trova proprio l’IT-Wallet, il portafoglio digitale integrato nell’app IO, concepito come un vero e proprio ecosistema sicuro e certificato oltre che un archivio sicuro di tutte quelle documentazioni legate ai servizi pubblici e che finora riempivano fisicamente i cassetti dei mobili di casa. L’obiettivo è ambizioso: eliminare la necessità del supporto fisico per i documenti ufficiali, rendendoli accessibili in ogni momento direttamente dal proprio smartphone con pieno valore legale.

Negli anni, lo strumento IT-Wallet ha visto l’aggiunta di sempre più funzionalità e documenti, ed ora siamo “ancora” fermi alla possibilità di inserire Patente di guida, Carta della disabilità (per chi la ha) e Tessera Sanitaria all’interno di App IO mantenendone ovviamente lo stesso valore legale rispetto ai documenti fisici. In questi giorni, tuttavia è emersa una delle novità più rilevanti sulla platea dei beneficiari, che si sta per allargare sensibilmente per includere anche le nuove generazioni finora lasciate fuori. Grazie a un recente emendamento al decreto PNRR, l’accesso all’IT-Wallet viene ufficialmente esteso ai minorenni a partire dai 14 anni. Questo passaggio rappresenta una svolta culturale e giuridica di grande impatto, poiché la norma stabilisce che i ragazzi possano attivare il proprio borsellino digitale in piena autonomia, senza che sia più necessario il preventivo consenso dei genitori o dei tutori legali.

Tale decisione si fonda sulla volontà di promuovere la cittadinanza digitale fin dall’adolescenza, riconoscendo ai quattordicenni una maturità tecnologica già sancita dalle normative sulla privacy. In questo modo, i giovani potranno gestire autonomamente i propri titoli di studio, le certificazioni scolastiche e altre attestazioni con effetti giuridici, facilitando i rapporti con la scuola e con le altre amministrazioni. Esisteranno solo limitate eccezioni per quei casi specifici in cui la legge richiede espressamente l’intervento di chi esercita la responsabilità genitoriale per il rilascio di particolari abilitazioni. Questa novità ovviamente si inserisce anche in un solco già tracciato durante la pandemia, quando vennero rilasciati i Green-Pass a seguito di vaccinazione ma venne fuori il nodo di coloro che non potendo avere uno SPID non potevano entrare su IO a scaricarlo, ma quel documento serviva anche per frequentare la scuola ed i locali al chiuso.

Passando proprio all’App IO, insieme alla espansione del suo bacino d’utenza il sistema si appresta a vivere, nei prossimi mesi, un’impressionante crescita dei contenuti disponibili. Se inizialmente il progetto è partito, come abbiamo già detto, con la digitalizzazione di documenti cardine come la patente di guida, la tessera sanitaria e la carta europea della disabilità, il futuro prossimo promette un’integrazione massiccia. Il piano di sviluppo prevede infatti che il portafoglio arrivi a ospitare fino a 200 tipologie di documenti e credenziali diverse. Questo significa che entro il prossimo anno l’intera Pubblica Amministrazione dovrà convergere verso questo standard, rendendo disponibili su ogni smartphone documenti importantissimi quali, per citarne alcuni, certificazioni ISEE, badge per i dipendenti pubblici e patenti speciali oltre a strumenti per la verifica dell’età che tutelino la privacy, permettendo di dimostrare di essere maggiorenni senza dover condividere tutti i dati personali. Oltretutto, così come accade già per la patente e la tessera sanitaria, essi avranno lo stesso valore a prescindere dal modo in cui vengono presentati, ciò vuol dire che si potranno usare anche nel cosiddetto “mondo fisico”

I numeri confermano che gli italiani stanno accogliendo con favore questa transizione: con oltre 10 milioni di attivazioni già registrate e più di 17 milioni di documenti caricati, l’IT-Wallet si candida a diventare lo strumento primario per la gestione dell’identità nel quotidiano. Non si tratta solo di una comodità tecnologica, ma di un cambio di paradigma che punta a ridurre i costi amministrativi e a snellire le burocrazie, creando una banca dati digitale distribuita imponente e sicura. Con l’ingresso dei giovanissimi e l’esplosione dei documenti disponibili, l’Italia si allinea con decisione ai futuri standard del portafoglio digitale europeo, rendendo la vita dei cittadini, dai più giovani ai più anziani, decisamente più semplice e interconnessa.

Fonti: 1, 2