Investimenti digitali in Italia: il 2023 promette ancora un aumento

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Come preannunciato per il mercato globale in un recente articolo, anche per il nostro paese si preannuncia un anno di espansione per ciò che riguarda gli investimenti in ambito digitale. Da un’analisi condotta dall’Osservatorio sulla Trasformazione Digitale emerge che anche per il 2023 la salita continuerà a palesarsi nonostante il clima di incertezza che si respira in Europa dall’inizio dell’attacco russo all’Ucraina.

Nel 2022 erano stati già registrati dati in salita rispetto all’anno precedente per una percentuale pari al 4% circa nonostante il periodo ancora pandemico, mentre quest’anno è stato stimato in un 2,1% considerando però tutte le aziende. A questo rialzo parteciperanno in larga parte anche gli investimenti delle PMI che saliranno del 2,4% rispetto al 2022. Le aree in cui ci si concentrerà dal punto di vista della spesa saranno principalmente la sicurezza delle informazioni, business intelligence, big data e Cloud, con un’attenzione particolare però anche ai CRM ed ai gestionali.

È il tema della sostenibilità quello che tiene principalmente banco per gli investimenti, e questo è più vero per le aziende di grandi dimensioni, il cui 60% ha messo in agenda l’inserimento di nuove professionalità e nuovi approcci in tal senso. Per quel che riguarda le PMI invece si parla solo di un 29% e questo accade a causa della necessità di pensare maggiormente alle attività di routine. Le grandi aziende invece stanno posizionando i finanziamenti su ambiti come i Big Data, Industria 4.0 e tecnologie per implementare maggiormente lo Smart Working. Sempre minore invece la quota di coloro che a tutt’oggi non hanno ancora in ponte progetti di sostenibilità. Stando a ciò che è stato raccolto dall’Osservatorio sulle start-up del Politecnico di Milano, anche questi soggetti entrano sempre di più in situazioni di collaborazione con le grandi aziende. Per l’innovazione interna, infatti, almeno il 70% delle imprese di grandi dimensioni ha deciso di iniziare progetti congiunti con le start-up se non hanno già iniziato.

Passando alla spesa per ICT, è anche interessante vedere come tutti i soggetti coinvolti nella ricerca abbiano deciso di aumentare la quota di budget rivolta alle innovazioni digitali. In questo caso si parla del 43% sia delle grandi aziende che delle PMI, che essendo un numero maggiore sul territorio italiano avranno un peso molto importante. Parlando invece di investimenti che a causa della crisi sono stati attenuati, durante l’anno 2022 solo una bassa percentuale di PMI ha dovuto rivedere al ribasso la spesa, mentre il resto delle aziende ha aumentato o confermato i budget. Tutte queste spinte provengono in larga parte dal PNRR, che ha dato una buona linfa ai processi di digitalizzazione nelle industrie italiane.

Tornando ai ruoli si vede una differenza sostanziale tra grandi aziende e piccole e medie imprese, poiché nelle prime si è iniziato a mettere in ponte l’inserimento di nuove figure professionali come gli innovation manager e non solo, mentre nelle seconde si è ricorso maggiormente a personale già assunto impiegato per determinate mansioni in modo occasionale o a figure esterne.

 

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