
Quando un’azienda sceglie un servizio IT, non acquista soltanto spazio, potenza di calcolo o una licenza, ma affida a un fornitore una parte fondamentale del proprio lavoro.
L’affidabilità si misura nella solidità delle infrastrutture, nella continuità dei servizi, nelle modalità con cui vengono gestiti i sistemi e i dati e nella capacità di intervenire quando un’esigenza cambia o si presenta un problema.
Scegliere un provider significa quindi chiedersi dove si trovano le infrastrutture, come vengono gestite e con chi confrontarsi quando serve supporto o quando nasce una nuova esigenza.
È da queste domande che vogliamo partire per raccontare Hosting Solutions.
Le nostre radici e quello che siamo oggi
Hosting Solutions nasce nel 1999, a Firenze, come marchio di Genesys Informatica, con servizi di hosting e registrazione di nomi a dominio: è una parte della nostra storia che continua ad essere una parte centrale del nostro lavoro.
A questa attività si sono affiancati servizi cloud e progetti infrastrutturali dedicati: dagli ambienti Private Cloud alle soluzioni di business continuity e disaster recovery. Progetti nei quali il nostro team può affiancare il cliente in ogni passo, dalla definizione dell’architettura alla messa in produzione.
L’elemento che tiene insieme queste attività non è la dimensione del progetto, ma l’esigenza di mettere a disposizione soluzioni adeguate al lavoro da sostenere.
A volte serve un servizio standard, semplice da attivare e utilizzare, altre volte occorre progettare un’infrastruttura dedicata. La complessità non è un obiettivo: la scelta deve essere proporzionata alle necessità.
L’infrastruttura è una responsabilità diretta
Abbiamo due data center di proprietà a Firenze e siamo presenti in colocation a Roma e Siziano: quattro siti sul territorio italiano, con collegamenti dedicati e connettività erogata da più operatori.
Investire in infrastrutture proprie significa occuparsi in modo diretto di ciò che rende possibile un servizio digitale: alimentazione elettrica, raffreddamento, connettività, sicurezza fisica, sistemi di calcolo e archiviazione.
Per chi utilizza il servizio, questi elementi possono restare invisibili. Il loro effetto, invece, è tangibile perché incide sulla disponibilità, sulle prestazioni e sulle possibilità di far evolvere un progetto.
La presenza di più sedi ci permette, inoltre, di progettare soluzioni con ridondanza geografica quando gli obiettivi di continuità lo richiedono. È una possibilità da valutare e costruire in funzione delle esigenze, non una caratteristica da dare per scontata per qualsiasi servizio.
Le competenze devono essere accessibili
Un’infrastruttura non si spiega soltanto attraverso una semplice scheda tecnica.
Contano anche la possibilità di fare una domanda, discutere un vincolo e capire le conseguenze di una scelta. Nel nostro servizio di assistenza questo confronto passa anche dal contatto telefonico diretto con personale tecnico specializzato, oltre che dai ticket, dalle email e dalla documentazione.
Per noi, il rapporto con il cliente deve servire a questo: rendere comprensibili le alternative, chiarire il perimetro del servizio e individuare ciò che è necessario e ciò che non lo è.
Una migrazione, per esempio, non riguarda soltanto il trasferimento dei dati. Richiede di considerare dipendenze, tempi, verifiche e impatto sul lavoro delle persone.
È in questo confronto che la competenza tecnica diventa utile: quando aiuta a prendere una decisione, non quando aggiunge complessità.
La fiducia ha bisogno di metodo
Parlare di sicurezza significa definire cosa viene protetto, con quali misure e quali responsabilità restano in capo a ciascuno. La sicurezza riguarda le tecnologie, ma anche il modo in cui vengono utilizzate e gestite.
Nel nostro lavoro questo significa valutazione dei rischi, gestione degli accessi, formazione del personale e monitoraggio. Sono attività previste dalle nostre politiche di sicurezza delle informazioni.
A sostegno di questo approccio ci sono sistemi di gestione certificati, tra cui ISO/IEC 27001 per la sicurezza delle informazioni e ISO 22301 per la continuità operativa.
Le certificazioni non sostituiscono il lavoro quotidiano e non sono una promessa di rischio zero, ma definiscono formalmente il metodo con cui quel lavoro viene organizzato e verificato.
Anche il digitale ha un impatto sull’ambiente
Dietro un servizio online ci sono apparati che consumano energia e producono calore: occuparsi dell’infrastruttura quindi, significa occuparsi anche di questi aspetti.
Per alimentare i nostri data center a Firenze utilizziamo energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Tra le soluzioni adottate figurano, inoltre, il fotovoltaico e il free cooling che sfrutta la temperatura esterna per contribuire al raffreddamento e ridurre i consumi.
Queste scelte non rendono il digitale privo di impatto, rappresentano però interventi concreti per ridurlo, insieme all’impegno costante a migliorare l’efficienza e la sostenibilità.
È proprio su questo terreno che vogliamo parlare di sostenibilità: attraverso le scelte, il loro perimetro e i risultati documentabili.
Da qui comincia il nostro racconto
Nel nostro simbolo, il paguro, c’è l’idea di trovare uno spazio adatto a esigenze che cambiano. È la metafora dell’evoluzione che accompagna il nostro marchio.
Vogliamo raccontare come quell’idea prende forma nel lavoro: nelle infrastrutture che gestiamo, nei servizi che sviluppiamo, nelle decisioni sulla sicurezza e sull’energia, nel confronto con clienti e partner.
Daremo spazio anche alle persone, alle loro competenze e alle domande da cui nascono le soluzioni.
Conoscere un provider significa poter guardare oltre il catalogo e capire come lavora.