Hard Disk: i produttori più affidabili

Hard Disk meccanico

Il provider cloud storage BackBlaze è abbastanza conosciuto in ambito IT, ed anche criticato da diverse aziende, per via dei periodici report dedicati all’indice di rottura (failure) degli hard disk, unità meccaniche che nonostante l’avanzata degli SSD continuano ad avere un proprio mercato. La compagnia gestisce attualmente 250 petabyte (PB) di dati, un quantitativo enorme di informazioni ed in costante aumento che richiede numerose unità per l’archiviazione. BackBlaze, sia per monitorare al meglio la propria attività che per pianificare le strategie future e promuovere il brand, ha così iniziato nel 2013 a registrare il comportamento del proprio hardware.

Le tabelle che osserveremo oggi rappresentano ovviamente uno dei tanti punti di vista e non sono assolutamente da intendere come inappellabili e definitive. Come naturale ogni metodologia adotta uno specifico approccio in grado di restituire dati completamente differenti da studi analoghi.  Nel post di oggi ci riferiremo ai dati riguardanti il secondo trimestre del 2016 ed il periodo compreso tra il 2013 ed il 2016 (giugno incluso).

Panoramica generale

Ammontare di dati archiviati nel tempo

 

E’ impossibile non notare il sostenuto ritmo d’espansione dell’archivio globale. A fine 2015 è stata raggiunta quota 200PB – gli analisti prevedevano di aggiungere almeno altri 50PB per il terzo trimestre 2016 (Q3). A metà giugno 2016 e quindi prima che il Q2 terminasse, si è invece superata la soglia dei 250PB, situazione che pone l’obiettivo dei 300PB alla portata del provider per la fine dell’anno.

Il numero di hard disk necessari ad ospitare centinaia di PB è invece mostrato dalla prossima tabella: si parla di 68.813 unità meccaniche in vari tagli (2TB, 3TB, 4TB, 6TB, 8TB) e realizzate da quattro note compagnie del settore (Western Digital e la controllata HGST, Toshiba, Seagate). Per essere più precisi Backblaze sta attualmente effettuando la dismissione del taglio da 2TB (HGST): le motivazioni principali dietro al pensionamento delle apprezzate unità (tra le migliore secondo i test per affidabilità) risiedono semplicemente nell’ottimizzazione della densità del parco hard disk e nell’ottenimeto di uno spazio quattro volte superiore.

Parco hard disk - BackBlaze

Parco hard disk del provider

Affidabilità hard disk nel secondo trimestre 2016

Dal 1 Aprile 2016 al 31 Giugno 2016, il provider ha monitorato il comportamento degli hard disk che hanno un numero di unità attive pari o superiore a 45. Nessuno degli hard disk è stato utilizzato per il boot di sistemi operativi fungendo esclusivamente da archivio.

Affidabilità hard disk nel Q2 - BackBlaze

Affidabilità degli hard disk nel secondo trimestre 2016. I drive days si riferiscono alle ore di esercizio totali accumulate dalle unità con il medesimo taglio e produttore – fonte BackBlaze


L’indice annuale di rottura, ad un rapido sguardo, assegna ad HGST i risultati migliori del gruppo; seguono Western Digital, Toshiba e Seagate. Il dato è ricavato da una formula [(Failures)/(Drive Days/365)) * 100] che tiene in considerazione anche l’effettivo periodo di esercizio totale(drive days) delle unità: si tratta di un’unità di misura adoperata dall’azienda per assicurare il più alto livello di affidabilità possibile ai potenziali lettori. Un drive day equivale ad un classico giorno d’esercizio (24 ore) che viene registrato solo se l’unità in questione è presente ed attiva nel sistema. Dando uno sguardo alla tabella relativa al triennio 2013-2016 la situazione degli hard disk provider appare sostanzialmente invariata.

Affidabilità hard disk 2013/2016 - BackBlaze

Affidabilità degli hard disk su base triennale – fonte BackBlaze

Da 2TB ad 8TB

Per un provider cloud storage, la disponibilità sul mercato di nuovi e capienti tagli  è l’occasione per aggiornare il proprio parco hardware ed incrementare le dimensioni dell’archivio generale. L’arrivo di unità da 8TB (anche se il limite delle attuali tecniche costruttive pare essere 10TB con le “costose” unità ad elio) è stato seguito con interesse da BackBlaze che quest’anno ha avviato infine una massiccia migrazione verso lo standard da 8TB.

Il migliore prodotto sul mercato per disponibilità e prezzo si è rivelato il disco meccanico prodotto da Seagate (i corrispettivi HGST presenti nel parco macchine sono solo 45): nel secondo trimestre il provider ne ha acquistati 2720 impegnandosi in un delicato lavoro (ancora in corso) durante il quale saranno trasferiti 6.5PB di dati. Per valutare meglio come si comporteranno le giovani unità da 8TB, non resta che attendere i prossimi report.

 

 

 

  • Maui

    E’ finita la guerra dei gigabyte sia in ambito meccanico che solido.
    La maggior parte dei notebook continua a montare 500 gb
    al massimo si fermano ad un tera. Per non parlare dei tablet fermi a 64 – 128 GB
    In ambito consumer siamo fermi anche in termini di prezzi io ho un disco da 2 tera comprato oltre 5 anni fa se vuoi comprare un hard disk con tanti giga senza spendere troppo le unita’ piu’ efficaci sono quelle da 2 tera o da 1 tera.
    Sono passati 5 anni; pochi anni fa sarebbe stato un tempo biblico in informatica..
    Stessa cosa per le memorie a stato solido a distanza di un anno, un anno e mezzo, ma potrei anche dire due, a parita’ di gigabyte le pen drive usb o sd non hanno modificato il loro prezzo, anzi sono in alcuni casi aumentate. 17 euro costavano nel 2016 quelle da 64 Giga di marca prese a buon prezzo e 17 euro costano nel 2017 stessa cosa per gli hard disk.
    In ambito consumer si continua a vendere tecnologie vecchie al prezzo del nuovo.
    Vale anche per gli schermi dei pc per lo piu’ fermi a 1366 x 768 una tecnologia di 10 anni fa, forse piu’….
    E’ vero che in molti casi spingere la tecnologia sempre oltre rappresenta un inutile esercizio che implica sempre piu’ sforzi notevolissimi, visti anche i limiti fisici delle attuali tecnologie, con scarsi ritorni sia economici che incrementali.
    Questo e’ quanto.
    Il numero di produttori di hardware e hard drive drive si e’ progressivamente ridotto con le acquisizioni ad un oligopolio e di sicuro si stanno tenendo stretto il prezzo.
    I giga aumentano solo a livello enterprise mentre a mio avviso occorrerebbe lavorare sulle ottimizzazioni hardware e software e sull’affidabilita’ anche a livello consumer… Che spesso langue in questi ultimi anni.

    E’ inutile fare grandi hard drive che poi quando li accendi non sai se hanno i dati integri come e’ gia’ capitato diverse volte. Per le aziende con ampi storges e’ un problema relativo ma non tutti sono in raid 5 -1 in ambito casalingo ne si fanno copie di backup su LTO dentro casa…….

    • Alessandro_Ax

      Gli ssd sono più che dimmezzati di prezzo però nell’ultimo anno. Ho preso un 500gb a 70e da pochissimo, ne ho un altro da 750gb pagato 130e a metà dell’anno scorso e due anni fa presi un 250gb ad 80e