E-Commerce in Italia: come sarà il 2024 secondo Casaleggio Associati

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Come ogni anno, la Casaleggio Associati ha fatto un punto sullo stato dell’arte del settore E-Commerce in Italia analizzando i dati raccolti per il 2023 ed aggiungendo previsioni e trends anche per il 2024 ormai già cominciato da diversi mesi. Nel report, uscito in aprile, si parte parlando dei semplici dati demografici tratti dal report, analizzato anche su questo blog, di We Are Social e di Meltwater (clic qui per leggerlo), per poi passare al focus vero e proprio sul commercio online, il cui fatturato globale arriverà, secondo le attese, oltre i 6,9mila miliardi nel 2024 ed oltre gli 8mila miliardi entro due anni.

Come già detto analizzando vari report, è l’elettronica il settore con il maggiore indotto proveniente dalla vendita online assieme a moda e con la costante crescita negli anni del commercio di beni alimentari. La app preferita a livello globale è, senza troppe sorprese, Amazon Shopping, seguita però da due soggetti semisconosciuti in Europa, ovvero la thailandese Shopee del gruppo Sea e Flipkart, attiva nel mercato indiano ma di proprietà del gruppo statunitense Walmart dal 2018. Il gruppo Alibaba, nota major dell’e-commerce, è presente in top10 con 2 applicazioni principali, ovvero Lazada, attiva in Indonesia, e ovviamente Aliexpress, presente anche in Italia. Ottavo posto invece per la novità del 2023, ovvero Temu del gruppo cinese PDD Holdings che ovviamente è stata resa famosa anche in Italia dalla massiccia operazione di marketing precedente al suo lancio.

A livello di gruppi imprenditoriali è Amazon, come sempre, a farla da padrona con il 37% della quota di mercato, seguita dal gruppo Walmart che ha il 6,4% e da Apple con il 3,4%. Interessantissimo invece il dato sul peso del commercio online sul totale delle vendite retail in tutto il mondo, per il quale abbiamo anche una stima degli anni a venire. Secondo i dati raccolti da Casaleggio Associati, attualmente tale quota è pari al 20,8% ed arriverà a superare il 21% nel 2024, ma nel 2026 potrebbe avvicinarsi sempre di più alla soglia critica del 25%. Nel mondo è Hong Kong il paese con la più alta spesa pro-capite per e-commerce, mentre la Cina è il paese con il più alto numero di transazioni per acquisti online, una percentuale quasi pari al 50% globale per 3 trilioni e mezzo di dollari. Nel 2023, infine, i paesi che sono maggiormente cresciuti a livello percentuale per la quantità di ordini online sono gli Stati Uniti, l’India ed il Messico.

Iniziamo a stringere un po’ l’obiettivo per vedere che in Europa, invece, la crescita del settore e-commerce nel 2023 è stata pari al 10% per un totale di acquisti pari a 628 miliardi di Euro. A questi dati è tuttavia necessario fare una sorta di tara per via dell’inflazione, il calcolo porterebbe quindi la crescita reale dal 10% al 3%, questo non significa ridimensionare in negativo il fenomeno bensì riconoscere una evidente crescita costante ma con ancora dei limiti che sicuramente verranno superati col tempo.

Passiamo al focus sul nostro paese, tralasciando l’introduzione sui dati demografici e sulle connessioni generali, vediamo che il 44% dei nostri connazionali usa internet per cercare brand e prodotti mentre il 90% visita almeno un sito e-commerce al mese, ma il dato interessante è che quasi la metà del campione effettua almeno un acquisto online al mese, percentuale che sale al 62% se si contano sia beni che servizi. Il fatturato italiano per il commercio online, secondo la Casaleggio Associati, è arrivato nel 2023 ad 80 miliardi e mezzo di Euro, segnando una crescita del 27% che, in questo specifico caso, non ha subito significative distorsioni causate dall’inflazione. Il peso maggiore, in questo fatturato, è dato dal settore dei Viaggi con oltre 21 miliardi di Euro seguito dal tempo libero con 16 miliardi e dai marketplace con 14 miliardi. A livello di crescita, sono quest’ultimi i protagonisti, che salgono del 55% rispetto al 2022, insieme ai viaggi che salgono invece del 42%. Infine, nel nostro paese risultano in calo, seppur con quote alte di mercato, l’elettronica, la gioielleria e gli orologi, che però aumentano il loro fatturato a causa della crescita dei tassi di inflazione.

Passiamo infine ai trend, con l’Intelligenza Artificiale che, secondo Casaleggio Associati, sarà ancora al centro dell’interesse anche per il 2024 per moltissimi operatori. Analizzando coloro che già l’hanno inserita nei loro processi aziendali, vediamo come principalmente venga utilizzata per la creazione e la gestione dei contenuti, per l’analisi di dati e per le campagne adv, c’è da dire che queste quote sono più basse di quelle di coloro che non usano ancora AI, attualmente al 31%. Durante il 2023 il protagonista assoluto è stato senza dubbio ChatGPT, ma sono stati lanciati anche altri sistemi quali, ad esempio Bard di Google poi trasformatosi in Gemini. Tra i due ovviamente la vittoria schiacciante è quella dello strumento di OpenAI. Ovviamente, nel mondo, sono tanti i possibili utilizzi di AI generativa, tra i quali spiccano sicuramente i virtual assistant per i clienti ma anche i consigli da dare a coloro che lavorano nei negozi sulle preferenze del visitatore apprese con le visite. Un altro vantaggio dell’applicazione di tecnologie di AI riguarda anche la protezione dalle frodi, poiché un sistema collaudato riesce a riconoscere meglio le anomalie durante le procedure di checkout degli ordini. Come visto, per chiudere, i vantaggi e gli svantaggi sono chiari, ma il futuro sicuramente sarà caratterizzato da un perfezionamento sempre maggiore ed una compenetrazione totale dell’Intelligenza Artificiale in tutto il percorso del cliente sia nei negozi virtuali che in quelli fisici.

 

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