E-Commerce e AI: lo stato dell’arte a inizio 2026

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Riprendiamo i discorsi relativi all’Intelligenza Artificiale ed al suo utilizzo nel mondo del commercio online tra aziende ed imprese, che secondo i dati raccolti dal Consorzio Netcomm si sta letteralmente trasformando in modo radicale proprio dall’introduzione di questa tecnologia. Il suo inserimento ha infatti garantito, come sappiamo, una maggiore efficienza nelle procedure così come una maggiore capacità adattiva delle offerte ed una crescita senza precedenti.

L’E-commerce B2B, nel vecchio continente, ha totalizzato un valore totale di oltre 1.800 miliardi di Euro in tutto il 2025 e questo con gli ordini online che arrivano a coprire il 25-30% della quota e prospettive ovviamente di grandissima crescita. Questo grazie alla AI, utilizzata quasi dal 90% dei buyer aziendali nella sua variante generativa per attività come una migliore ricerca di aziende fornitrici, creazione di strumenti complessi ed altre analisi. Anche chi vende, ovviamente, sta utilizzando l’AI per ottimizzare le sue offerte e, come abbiamo detto, per personalizzarle maggiormente. Il presidente di Netcomm Roberto Liscia spiega che la rivoluzione data dalla AI all’E-commerce, secondo lui, riguarda addirittura più il B2B che il B2C, perché i buyer sfruttano queste soluzioni prima dell’acquisto, mentre i seller configurano al meglio ciò che devono vendere, rendendo meno difficile creare prodotti su misura e relazionarsi con tutti i clienti. Oltretutto, se prima i costi per le PMI erano insostenibili sembra che adesso si riesca ad avvicinarsi maggiormente a questo mercato, rendendo gli investimenti più possibili.

Tornando alle aziende che comprano online da altri fornitori, è chiaro anche come la componente sociologica sia un fattore che sta diventando sempre più determinante, poiché nelle aziende stanno aumentando figure professionali occupate da generazioni più vicine al 2000, che richiedono quindi percorsi più “freschi” rispetto ai loro omologhi delle generazioni precedenti. E queste richieste diventano quasi un’esigenza, che grazie alla AI ed a soluzioni di Prompting, riescono ad essere esaudite poiché danno modo di configurare tutto in autonomia vedendo anche prezzi e tutti i vari venditori senza doveri interfacciare con nessuno. Queste soluzioni possono essere riscontrate con sempre maggiore facilità nei marketplace B2B, che a loro volta si stanno aprendo sempre di più a nuove aziende che si vogliono proporre e vogliono apparire nei loro cataloghi.

Gli Agent AI, per quel che riguarda il commercio online tra aziende, danno maggiori possibilità per quel che riguarda la compenetrazione con i sistemi per rendere meno complessa la gestione del catalogo, delle configurazioni, dei prezzi e di tutte le altre procedure. Questa complessità, grazie alla AI, si riduce perché si processano meglio e più rapidamente tutte le varianti da applicare a chi cerca un servizio o un prodotto dalla nostra azienda, dandogli più rapidamente ciò che cerca ed evitando le lungaggini della stesura dei preventivi, dell’approvazione dei manager e quant’altro. In termini di vendite, questo vuol dire che potendo gestire automaticamente e con maggior precisione più clienti contemporaneamente si crea un tasso di conversione più alto, aumenta la contentezza dei clienti e riesce a predire ciò che potrebbero cercare, abbassando anche i costi per l’azienda e aumentando la possibilità di fare cross-selling, ovvero vendere più prodotti.

La digitalizzazione che sta pervadendo sempre di più il mondo del commercio online B2B e tutti gli investimenti che si susseguono in questo ambito fa vedere, secondo il Consorzio Netcomm, che questo mondo ha grandi capacità di adattamento e si può anche aprire a commerci con l’estero, visto anche il buon nome del mercato italiano. Proprio questo allargamento del business verso l’estero ha una grande spinta dal commercio digitale tra aziende, che nel caso italiano possono migliorare i loro front- e backend tramite queste soluzioni basate su AI che come abbiamo visto sono vantaggiose. Ovviamente, come ripetiamo spesso, non basta che ci siano le soluzioni, ma serve anche saperle utilizzare e farle compenetrare efficacemente nei processi, per poterlo fare c’è bisogno di figure specializzate. Grazie all’AI si possono rendere più fluide tutte le esperienze dei clienti sui nostri “negozi” così come si possono configurare istantaneamente soluzioni ad-hoc basandosi proprio sulle abitudini del cliente, personalizzando anche i prezzi e tutti gli altri fattori in gioco. Tutto questo approfondimento serve a dire che innanzitutto l’Italia può essere abbastanza pronta ma è ancora indietro, ma soprattutto che è importante che si metta in pari perché il rischio è di perdere il passo rispetto a tutti gli altri paesi competitor.

 

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