AI: il mercato globale delle infrastrutture cresce ancora

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Appare ormai chiaro da un paio di anni che l’Intelligenza Artificiale ha già cambiato e sta continuando a cambiare tutto il mondo digitale, portando innovazioni nel modo di lavorare, nel modo di sviluppare e negli investimenti. Proprio a questo proposito, è evidente che sebbene i vantaggi, per coloro in grado di comprendere ed utilizzare bene questa tecnologia, siano molti, è anche importante ricordare che attualmente tutte queste novità hanno un costo ancora particolarmente elevato e necessitano di budget importanti per coloro che si vogliono dotare di loro infrastrutture.

A tale proposito, ci ha pensato IDC a stilare un report del livello attuale di spesa per le infrastrutture AI, notando ovviamente un livello già molto alto e che si appresta, nel giro di un lustro, ad arrivare a quote che rasentano i 760 miliardi di dollari. Un’altra particolarità che cattura l’occhio è ovviamente la crescita in percentuale, che nel secondo trimestre dell’anno in corso è stata del 166%, della spesa per hardware e storage per implementare progetti AI. Negli ultimi anni la spesa globale per soluzioni improntate ai progetti di AI è stata trainata dai server, ma tutta la cosiddetta economia digitale sta avendo, grazie al traino dato da questa tecnologia congiuntamente alla attuale sua centralità, una espansione senza precedenti. I soggetti economici con il livello più alto di spesa in infrastrutture per AI sono aziende come AWS e Google ma anche erogatori di soluzioni cloud e provider; tutti insieme questi soggetti fanno l’86% circa della spesa totale, concentrando quindi quasi tutto.

Passando agli investimenti, vediamo che nell’84% dei casi vengono convogliati verso infrastrutture in cloud e condivise, dando la dimostrazione del fatto che le aziende necessitano di soluzioni scalabili, poiché il peso della AI a livello computazionale rischierebbe di essere difficile da gestire per via dei pesanti carichi da sostenere. Guardando ad altri numeri, che sottolineano ancora di più l’enorme exploit economico che sta avendo il mercato AI, dal report di IDC vediamo che i server GPU hanno rappresentato quasi il 100% della spesa, aumentando del 173% rispetto allo scorso anno, ciò non stupisce in quanto si tratta della base minima computazionale per poter sviluppare quei progetti di Intelligenza Artificiale che adesso pesano maggiormente e vengono implementati dalle grandi aziende, come ad esempio il machine learning. I server con acceleratori inclusi costituiscono attualmente la soluzione prediletta per le piattaforme basate su AI, pesando al 91% sul totale della spesa per infrastrutture e facendo registrare un aumento del 207% nel secondo trimestre del 2025. Secondo IDC, il peso dei server con GPU integrate, nel 2029, arriveranno a pesare più del 95% sul totale della spesa, vista la crescita annuale.

IDC spiega poi che, a differenza delle sue precedenti previsioni, il calo atteso della richiesta di server dotati di GPU e degli acceleratori per progetti AI, negli Stati Uniti, che sarebbe dovuto avvenire alla fine del 2025, non avverrà prima della metà o fine del prossimo anno, ma addirittura si potrebbe superare anche questo traguardo a causa di alcune possibili novità che verranno annunciate, sempre per il mercato AI, nei prossimi mesi, cosa che potrebbe portare ad una nuova “corsa all’oro” verso gli strumenti necessari all’implementazione dei progetti. Passando invece alle altre grandi necessità che la tecnologia AI si porta dietro, IDC spiega come anche lo storage sia ovviamente coinvolto e le necessità, viste la enorme ed inedita mole di dati richiesta, siano sempre più alte. I modelli AI vanno allenati ed educati, per farlo devono essere in grado di assorbire tutte le informazioni, per questo nel secondo quarter di quest’anno si è potuto assistere anche ad un aumento del 20,5% su base annua della spesa per soluzioni storage per Intelligenza Artificiale, mentre quasi la metà degli investimenti sono legati a progetti sul cloud.

Terminiamo il report con una brevissima panoramica sulla composizione globale del mercato, per la quale vediamo al primissimo posto gli Stati Uniti, dove si concentrano i tre quarti della spesa del secondo trimestre 2025, mentre al secondo posto c’è la Cina con l’11%, al terzo la regione Asia Pacifico (ad esclusione ovviamente della Cina) con il 6,9% ed infine la regione EMEA (Acronimo di Europe, Middle East, and Africa) con il 4,7%. Una curiosità invece proviene dalle stime sulla crescita, poiché nonostante la grande performance attuale statunitense, è la Cina quella che ha la media di crescita attesa più alta del prossimo quinquennio, pari al 41,5%, staccando di un punto percentuale la crescita attesa per gli USA. Per le altre zone, invece, la crescita attesa è del 17,3% della zona EMEA e del 14% dell’Asia Pacifico.

 

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