Hard Disk: affidabilità dei produttori nel Q3 2016

Gli hard disk sono componenti hardware indispensabili tanto per l’utente privato quanto per le aziende in quanto consentono di archiviare file di vario genere in locale e nel cloud – il cui traffico generato è in costante aumento, come abbiamo visto anche nel report pubblicato da Cisco qualche tempo fa. Trattandosi di veri e propri archivi è importante preservarne il più a lungo possibile l’integrità ed affidarsi a produttori in grado di assemblare unità di buona qualità.

Il provider BackBlaze, specializzato in servizi cloud storage, torna a pubblicare a tal proposito il periodico rapporto sulla percentuale di rottura (failure) degli hard dick meccanici. L’attività di analisi è iniziata nel 2013 e da allora la compagnia ha avuto modo di testare varie unità in molteplici “tagli” (1TB, 2TB etc).

Nell’ultimo appuntamento del secondo trimestre (Q2) la compagnia aveva iniziato a sostituire migliaia di unità HGST e Western Digital  da 2TB (3500) con hard disk di capacità superiore (2400 Seagate da 8TB): come risultato le tabelle qui di seguito, che ricordiamo ancora una volta rappresentano unicamente il punto di vista del provider BackBlaze, mostrano un numero complessivo di unità pari a 67.642 – erano 68.813 del Q2 ma le unità da 8TB hanno consentito di guadagnare circa 12PB (petabyte). Veniamo ora alla prima delle tabelle pubblicate da BlackBlaze ovvero quella relativa all’affidabilità degli hard disk nel terzo trimestre (Q3):

Affidabilità hard disk nel terzo trimestre 2016

Ricordiamo che solo gli hard disk con 45 o più unità attive sono stati monitorati dallo studio. Tutte le unità sono state utilizzate unicamente come archivi e non per il boot di sistemi operativi. Per Drive Days si intendono 24 ore di esercizio portate a termine da un’unità presente nel sistema ed in uso.

Dei quattro produttori ai quali si affida BackBlaze, Seagate risulta quello con la più alta percentuale di failure. Sommando i valori di tutte le unità abbiamo infatti: Seagate (15,48%), Western Digital (14,16), HGST  (6,96%), Toshiba (0%). Nel caso di Seagate sono le unità da 4TB a registrare il maggior numero di problemi mentre per Western Digital quelle da 6TB.  

Vediamo invece come si comportano le unità nell’intervallo di tempo compreso tra il 1 Aprile 2013 ed il 30 Settembre 2016.

Affidabilità hard disk nel terzo trimestre 2016

L’indice annuale di rottura è calcolato in base alla seguente formula: [(Failures)/(Drive Days/365)) * 100].

Sul lungo periodo la classifica generale in base alla percentuale annualizzata di rottura (dal meno affidabile al più affidabile) è la seguente: Western Digital (22,7%), Seagate (10,6%), HGST (8,9%), Toshiba (8,4%). Per Western Digital sono i tagli da 2TB, 3TB e 6TB ad influire sul risultato finale.

Da 2TB a 8TB: resoconto della migrazione

Come si era detto nel penultimo report, la compagnia ha avviato nel secondo trimestre 2016 una nuova campagna acquisti con l’obiettivo di rimpiazzare vecchie unità da 2TB con più recenti e capienti da 8TB. Per prezzo di listino e reperibilità sul mercato, sono stati gli hard disk Seagate ad attirare l’attenzione di BackBlaze.

A fronte del concreto boost in termini di spazio disponibile (32PB a procedura ultimata), l’unica incognita era rappresentata dalla percentuale di rottura delle unità da 8TB – in grado di vanificare il lavoro svolto e l’acquisto effettuato. Gli hard disk da 2TB prodotti da HGST, afferma il provider, si erano rivelati ad oggi tra i migliori in servizio. Vediamo di seguito le tabelle che confrontano le unità da 2TB con quelle da 8TB:

Affidabilità hard disk nel terzo trimestre 2016 - 2TB vs 8TB

Confronto tra unità da 2TB (in dismissione) ed 8TB

Le unità Seagate sono in servizio solo da 3 mesi ma il basso valore di rottura (1,60%) lascia bene sperare anche per i mesi a venire. Una buona notizia per il provider che doveva in ogni caso avviare la sostituzione degli hard disk da 2TB, ormai in servizio da 66 mesi e suscettibili di conseguenza ad un incremento fisiologico del failure rate. 

Le prossime mosse della compagnia saranno indirizzate probabilmente alla sostituzione delle unità da 3TB con unità da 10TB. Si tratta di hard disk prossimi al “limite” costruttivo raggiunto dalle unità meccaniche (per consentire l’utilizzo di più piatti nel medesimo formato da 3.5″ viene utilizzato persino l’elio) e delle quali sarà sicuramente interessante valutare l’affidabilità in casi d’utilizzo 24/7.